Welfare generativo
Trasformare l'assistenza in valore socialeLe politiche di Welfare Generativo dell'Università di Verona segnano un passaggio fondamentale da un modello assistenziale tradizionale a una visione attiva e partecipativa del benessere, dove ogni membro della comunità è considerato una risorsa.
Di seguito vengono presentati i concetti cardine e le azioni concrete intraprese dall'Ateneo.
I Concetti Chiave del Welfare Generativo
Il Welfare Generativo si distingue dal modello tradizionale (basato sulla logica del "puro costo" e sulla passività del beneficiario) attraverso alcuni pilastri psicologici e sociali:
- Dall'Assistenza alla Generazione: L'obiettivo non è solo rispondere a un bisogno, ma trasformare l'investimento sociale in valore sociale.
- L'Individuo come Portatore di Risorse: Il cittadino non è più un "beneficiario passivo" focalizzato sui propri deficit, ma un partner attivo capace di mettere in gioco le proprie capacità e potenzialità.
- Il Ciclo della Reciprocità: Si basa su un circolo virtuoso in cui chi riceve aiuto dal sistema di welfare è messo in condizione di sviluppare le proprie capacità per poi restituire valore alla comunità secondo il proprio potenziale.
- Empowerment e Agency: Il motore psicologico di questo approccio è il percorso di empowerment, che porta l'individuo dalla consapevolezza delle proprie risorse all'azione proattiva e decisionale (agency).
- Capitale Sociale come Infrastruttura: La fiducia e le relazioni significative sono considerate il fondamento indispensabile per il benessere dell'intera comunità.
- Ruolo dell'Istituzione: L'ente pubblico o l'Ateneo funge da "facilitatore di empowerment", fornendo politiche di supporto adeguate per evitare il rischio che la responsabilizzazione del singolo si trasformi in abbandono istituzionale.
Le Politiche UNIVR: La "Call Permanente"
L'Università di Verona ha tradotto questi concetti in una politica concreta: la Call permanente per competenze, interessi e pratiche personali.
Obiettivo e Visione L'iniziativa mira a valorizzare le risorse informali già presenti all'interno dell'Ateneo, spesso invisibili, trasformando i membri della comunità (personale, docenti, studenti) da "destinatari passivi" a co-produttori attivi di benessere. Il benessere non è inteso come un servizio da consumare, ma come l'esito di pratiche condivise e relazioni.
Come Funziona la Call
- Partecipazione: Chiunque possieda una competenza o un interesse (ad esempio yoga, fotografia, lettura condivisa, attività manuali) può proporre un'attività da condividere.
- Valutazione e Supporto: L'Ateneo verifica la fattibilità e la coerenza delle proposte con i valori di inclusione. Una volta approvata, l'Università fornisce spazi fisici (presso gli Hub Benessere Veronetta o Borgo Roma), supporto comunicativo e inserimento nel calendario ufficiale.
- Autogestione: Le attività sono organizzate e gestite direttamente dai proponenti, promuovendo la socializzazione orizzontale e il riconoscimento reciproco.
- Valorizzazione: L'impegno dei "facilitatori" viene riconosciuto istituzionalmente tramite attestati di contributo al welfare generativo, visibilità sul sito e inserimento in una rete dedicata.
Finalità Strategiche Questa politica risponde alla necessità di contrastare l'isolamento e la frammentazione organizzativa, rafforzando il senso di appartenenza e valorizzando l'identità plurale delle persone, che va oltre il semplice ruolo professionale o di studio. Il Welfare Generativo integra così i servizi istituzionali, contribuendo a generare un valore relazionale duraturo per tutto l'Ateneo.
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