S.F.I.D.E.

Sovranità nazionale, Finanza, Immigrazione, Democrazia, Europa

Progetto trasversale rivolto a tutti gli studenti e dottorandi e mirato ad approfondire alcuni temi relativi all'Europa.

L'iniziativa si struttura su due fasi. La prima prevede che gli studenti (preferibilmente di aree diverse) lavorino in piccoli gruppi, coordinati dai docenti referenti dei vari progetti. I risultati di questi tavoli di confronto saranno presentati in workshops interni che si terranno in primavera.

La seconda è l'evento finale previsto per il 17 maggio che sarà aperto alla città e al quale interverranno personalità di spicco internazionale.

L’attività può prevedere il riconoscimento di CFU, chiedi informazioni alla segreteria del tuo corso di studi.

 

Vuoi saperne di più?
Ti aspettiamo il 23 gennaio alle ore 13.00 presso l'aula 2.2 del Palazzo di Lettere, Via San Francesco n. 22.

I progetti

Dal mercato unico all’unione monetaria. Quali scenari futuri?

Referente: Riccardo Fiorentini

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Abstract: 
L'Unione Monetaria Europea è il risultato di una sequenza di risposte a problemi e crisi che hanno caratterizzato il processo di integrazione europea. In particolare possono essere identificati tre fondamentali “trilemmi” che si sono succeduti a partire dal Trattato di Roma del 1957 che ha istituito la Comunità Economica Europea: il trilemma del mercato unico, il trilemma di Mundell e il trilemma della legittimazione democratica. La soluzione storicamente data a ciascun trilemma ha posto le premesse per lo nascita del trilemma successivo. Al momento non è chiara la via d’uscita dall’ultimo trilemma caratterizzo dalla compatibilità di soli due dei seguenti tre elementi: unione monetaria senza unione fiscale, identità nazionali separate, rappresentanza democratica. Quello che è certo è che, per la prima volta dalla sua nascita, la soluzione che verrà data alla crisi attuale può implicare il crollo del progetto di integrazione europea.


Globalizzazione e Sovranismi in Europa

Referente: Emanuele Bracco

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Abstract: 
Gli ultimi decenni hanno visto un incredibile aumento del commercio internazionale. In molti paesi in via di sviluppo come Cina, India e Brasile la povertà è diminuita in modo spettacolare. Più recentemente, la grande crisi finanziaria internazionale ha fatto emergere invece il malcontento delle classi media e medio-bassa nei paesi sviluppati: dai gilet gialli al voto sulla Brexit, fino agli eventi politici di casa nostra, sembra che questo processo di globalizzazione abbia creato vincitori e vinti. Negli ultimi anni i “vinti” hanno trovato una casa politica nei movimenti cosiddetti “sovranisti”, che spesso sottolineano l’importanza di far prevalere gli interessi del proprio gruppo di riferimento (gli Italiani, gli Americani) come contrapposti agli interessi degli altri, siano essi le grandi élite finanziarie, gli immigrati, o le istituzioni sovranazionali. Attraverso la lettura di analisi economiche non accademiche, cercheremo di approfondire queste dinamiche.


Disuguaglianze e attitudini sociali nei confronti della redistribuzione nei paesi europei

Referente: Veronica PolinClaudio Zoli e Francesco Andreoli

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Abstract: 
La Grande Recessione che ha recentemente (2008-2011) colpito tutti gli stati europei ha generato crescenti disuguaglianze tra gli individuai che sono riusciti a proteggere la propria ricchezza diversificando i portafogli di investimento, garantendosi un tenore di vita invariato o crescente in economie stagnanti e a bassa inflazione e coloro che hanno sperimentato crescente insicurezza sul mercato del lavoro, hanno visto il proprio reddito ridursi o divenire più incerto, e i propri standard di vita deteriorarsi. Non tutte le nazioni, le regioni e le città europee hanno sofferto nella stessa maniera: in alcune luoghi, spesso i più poveri, la crisi ha peggiorato le condizioni socio-economiche di tutti i residenti; in altri luoghi, spesso le grandi capitali e le regioni più sviluppate, vivono fianco a fianco individui che hanno migliorato la propria condizione con altri che hanno maggiormente sofferto gli effetti della crisi. Il sistema fiscale attraverso tasse e trasferimenti, sia in denaro che sotto forma di fornitura di beni e servizi, può coprire un ruolo rilevante nel redistribuire guadagni, e compensare le perdite per assicurare standard di vita adeguati. Le differenze nelle forme e nell’incidenza dei sistemi fiscali dei paesi europei, possono riflettere una notevole eterogeneità nelle attitudini della popolazione nei confronti della redistribuzione che si manifestano al momento del voto politico. Lo scopo del progetto è di analizzare le diverse attitudini verso la redistribuzione dei cittadini europei, influenzate da fattori personali, soggettivi e oggettivi, così come dallo specifico contesto socio economico in cui risiedono. Ciò al fine di meglio comprendere le dinamiche delle politiche fiscali tra i paesi europei. I principali quesiti di interesse sono: Quali caratteristiche degli individui, delle società in cui vivono e dei mercati in cui operano, possono essere collegate alle attitudini verso la redistribuzione? Come variano caratteristiche e attitudini nel tempo e tra paesi e regioni europee? Come sono cambiate le attitudini verso la redistribuzione durante e dopo la Grande Recessione? Quali preferenze e aspettative hanno i giovani, in particolare gli studenti universitari, nei confronti dell’intervento dello Stato finalizzato a garantire una società più equa? Nel progetto, gli studenti familiarizzeranno con i concetti di disuguaglianza, povertà, homelessness ed insicurezza economica; e analizzeranno le relazione tra sistemi fiscali e misure dell’attitudine verso la redistribuzione. L’analisi empirica, che potrà riguardare sia l’intera popolazione che particolari gruppi sociali, sarà effettuata utilizzando database esistenti (ad esempio, l’European Social Survey) e sviluppando un questionario ad hoc su queste tematiche da sottoporre agli studenti universitari di altri paesi europei.


La democrazia della diseguaglianza nel presente dell’Unione Europea

Referenti: Laura Calafà, Giuseppe Martinico, Matteo Nicolinii e Maria Ivana Lorenzetti

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Parole chiave:
Mobilità – Migrazioni – Diritti fondamentali – Gruppo di Visegrad – Brexit – Diritti fondamentali - Discriminazion.
Abstract: 
Il crollo del muro di Berlino nel 1989 è parte integrante della simbologia dell’evoluzione dell’Unione europea (UE). Il muro di filo spinato ai confini dell’Ungheria innalzato dal primo ministro ungherese Viktor Orbán nel 2015 (quando oltre 400.000 migranti hanno attraversato l’Ungheria per raggiungere altri paesi europei) completa la rappresentazione geografica e simbolica della fase attuale del progetto d’integrazione europeo. Vi si aggiunge, in epoca di recesso del Regno Unito dall’UE, l’avvio di nuovo blocco continentale, destinato a impedire, a migranti e richiedenti asilo, l’attraversamento del Canale della Manica. Il nostro progetto intende avviare una riflessione per comprendere, spiegare e riflettere sulle contraddizioni che attraversano l’UE e che – come bene evidenzia il titolo – sembrano ruotare attorno alle relazioni tra democrazia e diseguaglianza. In un’epoca di crisi politica ed economica, in particolare, non solo sono più evidenti le distanze fra le diverse fasce della popolazione; ma, di fronte alla crisi economica, la stessa rappresentanza politica sembra realizzare la piena inclusione sociale delle fasce disagiate non mediante l’esercizio effettivo delle libertà politiche, non sterilizzando il conflitto, ma alimentandolo su basi protezionistiche. Il progetto mira a riappropriarsi delle categorie giuridiche dell’inclusione mediante l’esercizio delle libertà, che consentano un equilibrio tra capitalismo e democrazia. Si concentra sui diritti delle persone e le politiche dell’Unione europea sulla mobilità (libera, autorizzata) con diversi strumenti didattici (letture, filmati, focus tematici specifici) a partire da alcune parole chiave: immigrazione e migranti, lavoro, libertà di stampa, libertà di opinione, governance economica. Saranno messe a confronto con singoli approfondimenti le politiche e i diritti riconosciuti nei paesi appartenenti al c.d. gruppo di Visegrad con quelle dei paesi fondatori della CEE nel 1957 (tra cui l’Italia) nel periodo in cui sulla gestione degli esiti del referendum pro-BREXIT che si concentra l’attenzione delle istituzioni europee. Il filo conduttore seguito – in un dialogo tra discipline diverse come il diritto pubblico e il diritto antidiscriminatorio – è quello di sovranismo, un neologismo che deriva dal sostantivo sovrano e mutuato dal francese souvrainisme. Secondo l’enciclopedia della Treccani on line si tratterebbe di una "posizione politica che propugna la difesa o la riconquista della sovranità nazionale da parte di un popolo o di uno Stato, in antitesi alle dinamiche della globalizzazione e in contrapposizione alle politiche sovrannazionali di concertazione".


Pluralismo e reti del dissenso religioso nella storia europea di Età moderna

Referenti: Federico Barbierato e Alessandra Celati

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Abstract: 
Il nostro progetto prende in esame la storia della formazione di una comune coscienza europea a partire dall’analisi delle reti del dissenso religioso che si svilupparono in Europa nel corso del Cinquecento. Età di roghi, intolleranza e violenza religiosa, il Cinquecento vide sorgere il primo germe di una condivisa identità europea grazie all’azione dei cosiddetti “eretici” italiani, spesso esuli che, opponendosi al fanatismo, difesero la libertà di coscienza e misero in atto pratiche volte a salvaguardare la pace e la convivenza tra popoli. In particolare, il terreno dello scambio intellettuale e la promozione del discorso scientifico permisero a umanisti appartenenti a confessioni religiose diverse di superare i limiti imposti dal confessionalismo e di dare origine a una “repubblica delle scienze” che costituì un primo nucleo di appartenenza europea. Attraverso l’approfondimento di questi temi, gli studenti sono invitati a riflettere su dissenso, libertà intellettuale e di coscienza, condivisione scientifica, tolleranza e convivenza religiose, come elementi fondativi dell’identità europea. In un’epoca drammaticamente segnata dall’insorgere di nuove forme di fondamentalismo religioso, nazionalismo, discriminazione e conflitto, speriamo che il nostro progetto possa essere utile per contestualizzare storicamente il processo di formazione dell’identità europea, individuandone gli attuali elementi di debolezza e riscoprendone i punti di forza.


Dall’Europa carolingia all’Europa ottoniana. Strumentalizzazioni novecentesche.

Referenti: Marco Stoffella e Gianmaria Varanini

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Abstract: 
Il progetto intende evidenziare due momenti cruciali della costruzione politica e identitaria dell'Europa nell'alto medioevo, a partire da due dinastie significative, dalle loro scelte e dalle loro realizzazioni politiche, che trovano ancor oggi (grosso modo) un riscontro territoriale rispettivamente nella CEE e nell'Europa a 27). Intendiamo anche proporre una riflessione sulla rilettura e sulla "strumentalizzazione" che nel XIX e nel XX secolo la storiografia e la propaganda politica hanno messo in campo a proposito di queste complesse trasformazioni.


Ricerca, innovazione, riflessione, inclusione in Europa

Referenti: Marta Capiluppi e Riccardo Pozzo

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Parole chiave:
innovation, social and cultural innovation; reflexivity, reflective society; inclusiveness, governance of cultural diversity. European research, innovation in Europe, artificial intelligence, digital society, missions, social and cultural innovation; reflexivity, reflective society; inclusiveness, governance of cultural diversity.

Abstract: 
La Commissione europea è attualmente il principale ente finanziatore della ricerca e innovazione in Italia e in Europa. Le politiche europee per gestire i finanziamenti vengono decise con una pianificazione settennale, seguendo le principali sfide dei paesi europei partecipanti. Attualmente, la Commissione sta pianificando il nuovo programma di finanziamento per la ricerca e innovazione che partirà nel 2021 e si chiamerà Horizon Europe. Il 3 dicembre scorso il Consiglio dell'Unione Europea ha pubblicato un documento, nel quale la nuova struttura di Horizon Europe appare per la prima volta a grandi linee. In molte cose è simile alla struttura del programma precedente, la grande novità è costituita dalle mission, meta-sfide che l'Europa dovrà affrontare nei prossimi anni. 
Vogliamo approfondire due aspetti interconnessi. Innovazione tecnologica e digitale: quali sono le sfide in questo ambito? La ricerca verrà messa in secondo piano dall'innovazione? Innovazione sociale e culturale: chi abbia a cuore le sorti della ricerca nelle scienze umane e sociali, noterà subito che la sfida sociale 6 «Società inclusive, innovative e riflessive» del precedente programma quadro Horizon 2020 in Horizon Europe si ripresenta solo in parte nel cluster «Società inclusiva e sicura», che ha come obiettivo di realizzare un mutamento sistematico nella mentalità delle nuove generazioni promuovendo «trasformazioni socio-economiche che contribuiscano all’inclusione e alla crescita». Di qui la domanda legittima: dove sono andate le «Società riflessive»? Qual è lo stato di salute della ricerca sulla comunicazione deliberativa dei cittadini nella moderna sfera pubblica per una comprensione condivisa, ad esempio su come ripensare l’intelligenza artificiale, il potenziamento umano, la frammentazione del sapere, la capacità di concentrazione, l’accesso ai dati?

 Governing cultural diversity. Common goods, shared experiences, spaces for exchange.
Riccardo Pozzo, Vania Virgili  


Studiare in Europa

Referente: Stefan Rabanus

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Parole chiave:
Erasmus+, ECTS, EHEA, EQF.
Abstract: 
L'integrazione europea e una politica inclusiva, indirizzata allo sviluppo di un senso comunitario attraveso l'esperienza personale di più realtà europee, hanno portato a una vera e propria esplosione della mobilità accademica in Europa. Il tema "Studiare in Europa" si propone di offrire lo spazio per comprendere i principi della mobilità accademica, ricostruirne l´evoluzione dagli inizi fino ad oggi e acquisire consapevolezza sulle potenzialità e criticità del sistema attuale, anche sulla base dell'esperienza personale a Verona e in altre sedi universitarie europee.


Europa: sistemi sanitari a confronto

Referenti: Roberto Leone e Albino Poli

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Abstract: 
La finalità del progetto è quella di ipotizzare una possibile politica sanitaria condivisa, con norme e regolamenti comuni, all'interno dell'Unione Europea. Per fare questo si partirà dall'analisi dei diversi Sistemi Sanitari Nazionali (SSN) in vigore nei Paesi della UE, prendendo in considerazione anche quello del Regno Unito e di altri Paesi rilevanti (es. USA e Norvegia). Di ciascuno dei SSN si considereranno gli aspetti principali quali, a titolo esemplificativo, l'accesso gratuito o meno ai farmaci e ai test diagnostici, i servizi disponibili per le persone con disabilità e quelli per le donne in gravidanza, la diffusione dell'assistenza territoriale e di quella domiciliare, le norme per il ricovero e per la permanenza ospedaliera, l'assistenza agli anziani, la diffusione delle Strutture Residenziali Sanitarie. Linea guida nella costruzione di una politica sanitaria europea quella di garantire a tutta la popolazione l'accesso alle cure e ai servizi essenziali per il mantenimento di uno stato di salute.


Aspetti etici e legali della robotica autonoma in Europa

Referenti: Paolo Fiorini

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Abstract: 
I robot autonomi sono diventati un argomento di profondo interesse e discussione, a causa delle prospettive che comportano. Il valore negativo o positivo di questa nuova rivoluzione industriale dipende sia dal contesto socio industriale che da quello culturale della società che la riceve. In questo momento storico in cui l'Europa sta perdendo la propria unita' culturale, e' interessante esaminare come i vari stati si preparano ad affrontare la rivoluzione robotica e che strumenti vengono messi in campo per valorizzarne il potenziale o ridurne l'impatto negativo.


L'Europa e l'antropocene: prospettive scientifiche, sociali, politiche e filosofiche sul cambiamento climatico

Referenti: Massimiliano Badino e Gerardo Ienna

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Abstract: 
Con antropocene si intende l'era della storia del mondo, convenzionalmente iniziata con la rivoluzione industriale, in cui la presenza umana é divenuta un fattore geologicamente rilevante. L'impatto dell'antropizzazione dell'ambiente è profondo e va dalla modifica sostanziale degli habitat naturali, all'estinzione di intere specie animali e vegetali, al cambiamento climatico. L'Europa, come altre aree avanzate del mondo, richiede ai suoi cittadini una sempre maggiore consapevolezza di questi fenomeni e delle loro conseguenze economiche, sociali, culturali e politiche. Questo progetto è inteso ad esplorare l'ampia gamma di questioni multidisciplinari collegate all'antropocene ed è aperto a studenti di area umanistica, economica, giuridica e scientifica.


Migrazioni: una sfida globale

Referenti: Maria Caterina Baruffi e Caterina Fratea

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Abstract: 
Il modulo “Migrazioni: una sfida globale” affronta lo studio del fenomeno migratorio concentrandosi sul ruolo che l’Unione europea è chiamata a svolgere, anche alla luce della necessaria riforma del sistema europeo comune di asilo (in particolare del regolamento n. 604/2013, c.d. Dublino III). Allo stesso tempo, l’analisi sarà inquadrata all’interno del più ampio contesto internazionale, muovendo dal Global Compact for Migration adottato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite in data 19 dicembre 2018 (risoluzione A/73/L66).


La salute psicologica dei migranti in Europa

Referenti: Corrado Barbui, Marianna Purgato e Giulia Turrini

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Abstract:
L’immigrazione in Europa è un fenomeno epidemiologicamente rilevante, con ripercussioni di tipo sociale, economico, umanitario e sanitario. In particolare, la tutela della salute dei migranti richiedenti protezione internazionale è un tema di estrema attualità e criticità per i servizi sanitari nazionali, e la tutela della salute mentale sta divenendo una vera e propria priorità, data la elevata frequenza di disagio psicologico e malattie psichiatriche in questa popolazione.

Sito web:
 http://re-defineproject.eu/

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L'accoglienza dalle sue radici all'oggi

Referenti: Alessandra Cordiano, Emanuela Gamberoni e Carlo Pelloso

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Abstract: 
La prospettiva di aiuto e di accoglienza, nel più ampio e millenario quadro della mobilità umana, è un’idea antica che appartiene alla storia del Mediterraneo e alle radici della nostra tradizione giuridica e culturale. 
I rapporti di ospitalità risalgono al mondo greco, non solo nei suoi aspetti più sacrali, ma anche nel sistema di prescrizioni e consuetudini non scritte vigenti. Un analogo punto di vista si ritrova anche nel diritto romano, dove i rapporti fra ospiti, all'interno della più generale relazione fra popoli, si traducono in garanzia dei diritti dello straniero in quanto tale non nemico; persino l’istituto dell'exilium, in un contesto siffatto, si raccorda con l’idea di integrazione. 
L’approfondimento del tema vuole ripercorrere la storia del Mediterraneo, quale crocevia delle civiltà. Lo ‘spazio mediterraneo’, dunque, come luogo geografico culturalmente ricco di uno straordinario spessore teorico: lungo le sue coste passava la via della seta, s’incrociavano le vie del sale e delle spezie, degli attrezzi e delle armi, della sapienza e della conoscenza, dell’arte, della scienza e del diritto. 
Da luogo aperto, fluido, viatico del dialogo fra differenti culture, il Mediterraneo è divenuto, oggi, un confine che delimita il bene dal male, uno spazio di chiusura, una metafora dell’esclusione, quindi, di protezione dall'altro.
In questo senso, si vogliono riscoprire le radici più profonde dell’accoglienza e dell’ospitalità per comprendere se e in che misura il Mediterraneo possa ritornare ad essere quel Mare nostrum, dei popoli e delle culture che ieri oggi e domani lo attraversano e/o lo abitano.

Locandina