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Dopo il Trattato di Osimo (1975). Italia e Slovenia tra memorie divise e frontiere che scompaiono
Dopo il Trattato di Osimo (1975). Italia e Slovenia tra memorie divise e frontiere che scompaiono. È questo il titolo del convegno che si terrà martedì 10 febbraio alle 17 nell’aula Messedaglia del chiostro di Santa Maria delle Vittorie (Lungadige Porta Vittoria 41). Un dibattito su storia, memoria ed eredità nel confine orientale con Borut Klabjan, consigliere scientifico del Centro di ricerche scientifiche di Koper-Capodistria, e Benedetto Zaccaria, del dipartimento di Scienze politiche, giuridiche e studi internazionali dell’Università di Padova. Modera Giovanni Bernardini, docente di Storia contemporanea dell’Università di Verona. L’evento si inserisce nel calendario di iniziative promosso dal Comune di Verona nell’ambito del Giorno del Ricordo 2026.
L’incontro sarà una riflessione condivisa sulla storia del confine orientale, sulle eredità del passato e sulle memorie che molti passaggi cruciali del Novecento, intorno e attraverso quella frontiera, hanno lasciato nelle società italiana e slovena. L’obiettivo è offrire al pubblico non specialista gli strumenti per orientarsi in una storia complessa, in cui memorie nazionali diverse continuano a dialogare – talvolta a fatica – intorno alle stesse vicende.
Il punto di partenza sarà il Trattato di Osimo, di cui nel 2025 è ricorso il cinquantesimo anniversario, che chiuse formalmente la lunga disputa sul confine italo-jugoslavo, inaugurando una nuova stagione nei rapporti tra Roma e Belgrado. L’incontro ripercorrerà il contesto che portò a quell’accordo, per poi interrogarsi su ciò che accadde dopo: il lungo strascico dei contenziosi legati ai beni e alle eredità del confine, la crisi e la dissoluzione della Jugoslavia, fino al progressivo inserimento della Slovenia nel progetto europeo e al suo ingresso nell’Unione europea, con la trasformazione del confine in uno spazio di scambio e contatto più che di separazione.
Un’attenzione particolare sarà dedicata al tema delle memorie contrapposte: il modo in cui esodi, violenze e conflitti sono stati narrati nello spazio pubblico italiano e sloveno; le forme di riconoscimento e i silenzi; le tensioni tra diverse versioni del passato, l’uso politico della storia e le pratiche di riconciliazione. A partire dalla ricerca storica più recente, i relatori mostreranno come sia possibile tenere insieme il rigore delle fonti, l’empatia per le sofferenze subite e il rifiuto di ogni gerarchia competitiva del dolore.
Il dialogo vedrà due protagonisti, moderati da Giovanni Bernardini: Benedetto Zaccaria, storico della Guerra fredda e dell’integrazione europea, che si è occupato in particolare dei rapporti tra Italia, Comunità europea e Jugoslavia e del significato del Trattato di Osimo nel ridisegno degli equilibri adriatici ed europei; e Borut Klabjan, storico, Principal Research Fellow del Science and Research Centre di Capodistria e docente dell’Università di Lubiana, specialista di storia politica e culturale dell’area altoadriatica, dei confini e delle politiche della memoria.
L’incontro, rivolto a studentesse e studenti, docenti, insegnanti e cittadinanza, intende essere uno spazio di ascolto reciproco più che di contrapposizione: un’occasione per confrontarsi con la complessità del passato e interrogarsi su come l’integrazione europea e la progressiva “scomparsa” del confine abbiano ridefinito le forme della convivenza e della memoria condivisa nello spazio adriatico.
Ufficio Stampa
Roberta Dini | Elisa Innocenti | Sara Mauroner
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VaDiS | Area Valorizzazione e Divulgazione dei Saperi
- Publish Date
- 2/2/26
