Marie Skłodowska-Curie Individual Fellowship

Perché scegliere Verona

Dai una svolta alla tua carriera con una Marie Curie a Verona

Scegli l’Università di Verona come sede per la tua borsa Marie Skłodowska-Curie finanziata dall’Unione europea. Potrai portare avanti il tuo progetto di ricerca in qualunque disciplina e rafforzare le tue prospettive lavorative.

Cosa sono le borse Marie Skłodowska-Curie 

Le borse Marie Skłodowska-Curie - finanziate dal programma Horizon 2020 - sono il principale strumento dell’Unione europea per sostenere la mobilità transnazionale e lo sviluppo della carriera dei migliori e più promettenti ricercatori.
Alcune linee sono dedicate al rientro di ricercatori dopo un lungo periodo di attività fuori Europa (Reintegration panel) o alla ripresa dell’attività di ricerca dopo un’interruzione di carriera (Career Restart panel).
Tutti gli ambiti di ricerca possono essere finanziati: dalla fisica alla linguistica, dalle scienze della vita alla matematica.  
Il finanziamento copre i costi per il compenso del ricercatore (con un’integrazione per chi ha famiglia), nonché i costi di formazione, ricerca e networking.  

Chi può partecipare 

Possono partecipate ricercatori con un titolo di dottorato o almeno quattro anni di esperienza di ricerca. 

Due tipologie di borsa per venire a Verona 

European Fellowship: Sono rivolte a ricercatori di qualunque nazionalità e da qualunque Paese che decidono di venire all’Università di Verona per un periodo di 12-24 mesi.
Per venire all’Università di Verona, il ricercatore non deve aver trascorso più di 12 mesi negli ultimi tre anni in Italia. 

Global Fellowship: Sono rivolte a ricercatori di cittadinanza europea o che vivono in Europa da molto tempo. La borsa permette di trascorrere un periodo di 12-24 mesi in un ente extra-europeo e di rientrare all’Università di Verona per 12 mesi. 
In questo caso, il ricercatore non deve aver trascorso più di 12 mesi negli ultimi tre anni nel paese extra-europeo scelto. 

Il bando 2019 per le borse Marie Skłodowska-Curie apre l’11 aprile e scade l’11 settembre 2019.
Sono a disposizione più di 235 milioni di euro per le European Fellowship e 50 milioni di euro per le Global Fellowship.

 Per saperne di più:
- vai al sito delle Azioni Marie Skłodowska-Curie
- vai al bando 2019.

 Compila il modulo

Ti aiuteremo a trovare il supervisor più idoneo per il tuo tema di ricerca.
Siamo a tua disposizione per la preparazione della proposta progettuale:  Area Ricerca - Ufficio Progetti di ricerca

Perché scegliere l’Università di Verona

  • un’università giovane e in continua crescita, con rapporti consolidati con le altre università in Europa e nel mondo e in dialogo costante con le imprese del territorio
  • una città a dimensione d’uomo, accogliente e stimolante, ricca di storia e cultura
  • tutto il sostegno necessario da parte dell’Ufficio Progetti di ricerca per presentare al meglio la tua candidatura
  • una serie di servizi per accoglierti e integrarti al meglio a Verona: per sbrigare tutte le pratiche burocratiche (permesso di soggiorno, iscrizione al sistema sanitario, apertura del conto bancario),  per trovare un alloggio per te e la tua famiglia, l’asilo nido per i tuoi figli, corsi di italiano per stranieri e molto altro ancora.
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Testimonianze di successo

 

Federico Giusfredi è un orientalista esperto delle lingue antiche parlate nella penisola anatolica.

Nel 2015 è venuto all’Università di Verona con una European Fellowship, dopo aver studiato all’Università di Pavia e alla Ludwig-Maximilien-Universität di Monaco di Baviera.
Alla fine della sua Marie Curie, ha ottenuto il finanziamento dello European Research Council per il progetto PALaC, dedicato allo studio delle tracce di contatto tra popolazioni di lingue diverse nell‘Anatolia tra il II e il I millennio a.C. Grazie a questo progetto ha ottenuto la chiamata a Professore associato di Storia del vicino Oriente antico.

 


Marianna Purgato è una psicologa esperta in salute mentale delle persone che vivono in situazioni sociali di disagio come la migrazione e la  povertà.

Nel 2014 ha ottenuto una Global Fellowhsip per andare a studiare alla Johns Hopkins University negli Stati Uniti e rientrare in Italia all’Università di Verona.
Attualmente è ricercatrice presso l’Università di Verona ed è coinvolta nel progetto RE-DEFINE, finanziato dal programma Horizon 2020, dedicato alla prevenzione del disagio mentale nei rifugiati.