Dalla giornata mondiale contro l’omo-bi-transfobia alla giornata mondiale del rifugiato

Presentazione della mostra "Keep banging on the wall - Reportage analogico da Idomeni" e del libro "Migranti LGBT. Pratiche, politiche e contesti di accoglienza"

L’evento “Dalla giornata mondiale contro l’omo-bi-transfobia alla giornata mondiale del rifugiato” avrebbe dovuto tenersi negli spazi delle Biblioteche A. Frinzi e E. Meneghetti per riaffermare l’impegno dell’ateneo nella lotta contro tutte le discriminazioni.
Le persone migranti, i richiedenti protezione internazionale, le persone LGBT che migrano da situazioni drammatiche di persecuzione, attraverso il lavoro di testimonianza fotografica di Noemi Martorano e le ricerche raccolte nel volume Migranti LGBT, invitano a interrogarci sempre sulle dinamiche istituzionali, sociali e politiche che escludono e discriminano, anche qui ed ora.

Prof.ssa Alessandra Cordiano
Presidente del Comitato Unico di Garanzia (CUG)

 

"Keep banging on the wall"

Sono lieta di sostenere l’iniziativa, che per alcuni aspetti si collega alla mostra "21.03.2016 Tornare Partire Tornare 21.03.2018", curata dall’associazione One Bridge to Idomeni e ospitata nel gennaio 2019 all’interno della Biblioteca Frinzi.
Anche in quell’occasione furono immagini fotografiche di intensa drammaticità a testimoniare, da un lato, le condizioni di vita dei migranti all’interno del campo, dall’altro, il desiderio di sensibilizzare la cittadinanza veronese e non solo alle tematiche dei diritti umani.

Daniela Brunelli
Coordinatrice del Sistema Bibliotecario di Ateneo

"Keep banging on the wall" è una raccolta di scatti di quello che è stato il campo profughi più grande d’Europa. Le fotografie qui esposte ne rappresentano una piccola selezione.
Il campo di Idomeni nasce nel febbraio 2016 in seguito all’occupazione dei binari della stazione del paesino al confine tra Grecia e Macedonia.
I migranti bloccati dalla chiusura della frontiera macedone, punto di accesso della cosiddetta rotta balcanica, si sono accampati nella speranza che quest’ultima venisse riaperta. Per mesi, fino a 15 mila persone, di cui la metà bambini, si sono ritrovate in un limbo, respinte dai militari macedoni e represse da quelli greci.
Quella che doveva essere una situazione temporanea si è trasformata in una storia di muri e filo spinato, di fango e cielo, di migliaia di tende e persone, di corpi, di dignità.
Il reportage nasce dall'idea di raccontare, almeno in piccola parte, quello che stava e sta succedendo alle porte della Fortezza Europa.

Noemi Martorano
Dottoranda in Scienze sociali, Università di Padova

 

Noemi Martorano nasce a Castellammare di Stabia (NA) nel 1991. Studia antropologia a Bologna, Sociologia e Studi di genere a Parigi e al momento è una dottoranda in Scienze Sociali all’Università di Padova. È un’attivista e un’appassionata di fotografia, in particolare analogica ed in bianco e nero. Comincia ad interessarsi alla fotografia a 18 anni, quando le viene regalata la sua prima macchina fotografica che utilizza principalmente per documentare viaggi e le attività del collettivo di cui fa parte. Militanza e fotografia si intrecciano sempre, la macchina fotografica la aiuta a testimoniare quello che fa e che vede. Predilige i reportage e le fotografie che raccontano una storia, ed è quello che prova a fare anche lei: una fotografia di strada e sociale attenta alle contraddizioni, che al tempo stesso ripudia il feticismo della sofferenza. La mostra qui esposta nasce come sintesi di questi elementi."

Migranti LGBT. Pratiche, politiche e contesti di accoglienza

Presentazione del libro "Migranti LGBT. Pratiche, politiche e contesti di accoglienza" a cura di Massimo Prearo (Università di Verona) e Noemi Martorano (Università di Padova).

Introduce Olivia Guaraldo, docente di Filosofia politica (Università di Verona).

Iniziativa promossa da CUG (Comitato Unico di Garanzia), Centro Hannah Arendt e Centro di ricerca PoliTeSse, Dipartimento di Scienze Umane.