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angle-left CS - AlmaLaurea 2026, l’Università di Verona supera le medie nazionali e sfiora il pieno impiego a cinque anni dalla laurea - 11.06.26

L’ateneo veronese si distingue per attrattività, regolarità negli studi, soddisfazione degli studenti e soprattutto per gli esiti occupazionali. A cinque anni dalla laurea lavora il 96,9% dei laureati magistrali

L’Università di Verona si conferma un ateneo capace di attrarre studenti da tutta Italia e di accompagnarli con successo verso il mondo del lavoro. È quanto emerge dal rapporto AlmaLaurea 2026 su laurea e occupazione, che evidenzia risultati superiori alle medie nazionali in diversi indicatori chiave: dalla provenienza degli studenti alla regolarità degli studi, fino agli esiti occupazionali dopo il conseguimento del titolo. I risultati sono stati presentati giovedì 11 giugno in occasione del convegno annuale, che si è tenuto a Matera nella sede dell’Università della Basilicata. Il rapporto 2026 presenta dei dati superiori alle medie nazionali in diverse categorie chiave tra quelle analizzate dal consorzio. Innanzitutto, il rapporto, che ha analizzato i dati di 5757 laureati suddivisi tra le varie tipologie di corso di studio (laurea, laurea magistrale, laurea magistrale a ciclo unico), conferma che l’Università di Verona ha un forte potere di attrazione per studenti che provengono dal di fuori della provincia di Verona e più in generale della regione Veneto. Il 31,4% dei laureati proviene infatti da fuori regione, un dato ben più elevato della media nazionale del 23,9%. Il dato è particolarmente elevato per i laureati magistrali, dove tocca il 35,7%. L’Università di Verona è competitiva anche da un punto di vista dei tassi di regolarità e di soddisfazione dei suoi studenti. Tanto l’età media alla laurea, pari a 25,7 anni, quanto la percentuale di laureati in corso, pari a 64,3%, sono superiori alle medie nazionali. La stessa situazione si ripete per la percentuale di laureati che si dichiara soddisfatta dell’esperienza universitaria nel suo complesso, che si attesta all’87,5% Il comparto in cui il rapporto mostra la distanza maggiore tra l’Università di Verona e le medie nazionali, a vantaggio dell’ateneo scaligero, è quello dei tassi di occupazione dopo la laurea. Per i laureati triennali che non si sono iscritti a corsi magistrali, il tasso a un anno dalla laurea è pari all’89,4%. Per i laureati magistrali la percentuale di occupati a un anno dalla laurea è del 90,7% e a cinque anni dal titolo sale al 96,9%. “Siamo soddisfatti dei dati che emergono dall’ultimo rapporto AlmaLaurea e siamo particolarmente contenti dei risultati relativi ai tassi di occupazione dopo la laurea - commenta la rettrice Chiara Leardini - Come ateneo abbiamo investito e continuiamo a investire molte energie per creare ponti solidi e duraturi con le aziende del territorio, favorendo quel dialogo virtuoso tra università e mercato del lavoro che permette di coltivare e trattenere persone di valore. I dati AlmaLaurea confermano che stiamo andando nella direzione giusta e ci offrono nuovi stimoli per affrontare le sfide future”. Di seguito, nel dettaglio, l’indagine completa: Il Rapporto di AlmaLaurea sui Percorsi di laurea ha analizzato le performance formative di circa 335 mila laureati del 2025 di 81 università. In particolare, si tratta di 195 mila laureati di primo livello, 107 mila dei percorsi magistrali biennali e 33 mila a ciclo unico. Il Rapporto di AlmaLaurea sugli Esiti occupazionali della laurea ha analizzato circa 700 mila laureati, di 81 università, di primo e secondo livello del 2024, 2022 e 2020 contattati, rispettivamente, a uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo. Il presente Rapporto riguarda i laureati dell'Università di Verona; il confronto con i relativi dati nazionali è riportato nelle tabelle di sintesi. Percorsi di laurea Università di Verona I laureati nel 2025 dell'Università di Verona coinvolti nel XXVIII Rapporto sui Percorsi di laurea sono 5.757. Si tratta di 3.574 di primo livello, 1.782 magistrali biennali e 401 a ciclo unico. Per esigenze di sintesi si riporta in questa sede l’analisi delle performance formative dei laureati di primo livello e dei laureati magistrali biennali, ma si rimanda alle tabelle di sintesi per i dati sui laureati magistrali a ciclo unico. Cittadinanza, provenienza e background formativo La quota di laureati di cittadinanza estera è complessivamente pari al 4,2%: il 2,9% tra i triennali e il 7,4% tra i magistrali biennali. Il 31,4% dei laureati proviene da fuori regione; in particolare è il 29,3% tra i triennali e il 35,7% tra i magistrali biennali. È in possesso di un diploma di tipo liceale (classico, scientifico, linguistico, …) il 63,5% dei laureati: è il 60,9% per il primo livello e il 62,6% per i magistrali biennali. Possiede un diploma tecnico il 29,0% dei laureati: è il 31,9% per il primo livello e il 28,1% per i magistrali biennali. La restante quota dei laureati possiede un diploma professionale o estero. Età, regolarità e voto di laurea: la riuscita negli studi universitari L’età media alla laurea è 25,7 anni per il complesso dei laureati, nello specifico di 24,5 anni per i laureati di primo livello e di 27,7 anni per i magistrali biennali. Un dato su cui incide il ritardo nell’iscrizione al percorso universitario: non tutti i diplomati, infatti, si immatricolano subito dopo aver ottenuto il titolo di scuola secondaria superiore. Il 64,3% dei laureati termina l’università in corso: in particolare è il 64,1% tra i triennali e il 65,8% tra i magistrali biennali. Il voto medio di laurea è 102,8 su 110: 100,4 per i laureati di primo livello e 106,6 per i magistrali biennali. Tirocini curriculari, esperienze all’estero e lavoro durante gli studi Il 79,5% dei laureati ha svolto tirocini riconosciuti dal proprio corso di studi: è il 79,5% tra i laureati di primo livello e l’85,1% tra i magistrali biennali (valore, quest’ultimo, che cresce al 91,3% considerando anche coloro che l’hanno svolto solo nel precedente triennio). Ha compiuto un’esperienza di studio all’estero riconosciuta dal corso di laurea (Erasmus in primo luogo) il 12,3% dei laureati: il 9,9% per i triennali e il 15,9% per i magistrali biennali (quota, quest’ultima, che sale al 21,7% considerando anche coloro che le hanno compiute solo nel precedente triennio). Il 78,9% dei laureati ha svolto un’attività lavorativa durante gli studi universitari: è il 78,8% tra i laureati di primo livello e l’81,9% tra i magistrali biennali. La soddisfazione per l’esperienza universitaria Per analizzare la soddisfazione per l’esperienza universitaria appena conclusa si è scelto di prendere in considerazione l’opinione espressa dal complesso dei laureati in merito ad alcuni aspetti. L’88,6% dei laureati è soddisfatto del rapporto con il corpo docente e l’82,0% ritiene il carico di studio adeguato alla durata del corso. L’84,8% dei laureati si dichiara complessivamente soddisfatto delle attività didattiche svolte. Più in generale, l’87,5% dei laureati si dichiara soddisfatto dell’esperienza universitaria nel suo complesso. E quanti si iscriverebbero di nuovo all’Università? Il 66,2% dei laureati sceglierebbe nuovamente lo stesso corso e lo stesso Ateneo, mentre l’8,9% si riscriverebbe allo stesso Ateneo, ma cambiando corso.